Brassicae d'inverno

scritto da tursiope
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Dedica. L’arrivo di una presenza impossibile, che tocca il corpo, nel momento in cui il dolore esiste ma non viene nominato frontalmente.
- Nota dell'autore tursiope

Testo: Brassicae d'inverno
di tursiope

Brassicae d'inverno

Giunge a me,
da lontano,
forse.
(Da dove?)

Arriva dolce,
col suo battito d'ali,
una cavolaia.

L'onda,
di qui,
sembra docile.

Arriva lunga,
sulla spuma bianchissima.

Una Brassicae d'inverno
non esiste,
ma è arrivata.

Sul mio ombelico
trova riposo,
mentre osservo
sulla facciata laggiù,
una donna intenta
a stendere i panni.

È profumato bucato.

Giunge alle mie narici
con la spuma di iodio.

Una Brassicae d'inverno
non esiste,
ma si è fermata.

Si posa sulla lama,
sul ciglio del dolore.

Giunge una carezza.

Il diaframma
finge normalità;
le sue dita fragili
carezzano il ventre,
e ne succhiano il nettare. 

I suoi colori
riprendono a battere,
leggeri,
come schiuma sul bagnasciuga,
come pensieri
che si ripetono. 

È vibrazione,
che batte colpi,
e silenzio!

Una Brassicae d'inverno
non esiste,
ma ora è qui.

L'onda torna,
bagna discreta l'alluce
e gioca a nascondino
nella sabbia;
poi richiamata,
scende nell'azzurro
bianco.

Scroscia, il mare.

La Brassicae d'inverno
è volata via.

Ma tornerà.
Libera, e bellissima.

A posarsi come carezza
sul mio respiro.

Perché reale.

M.M. 30/03/2026



Brassicae d'inverno testo di tursiope
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